Digest # 845

Il buio... i musi gialli....
cribbio la prossima volta che decido di fidarmi di un maori alto 2 metri, vestito di nero, con un cappuccio da boia, che dice di portarmi "dall'altra parte" ... sparatemi, dico sul serio, se non cambio idea sparatemi subito.
L'avevo già detto ma lo ripeto, siamo dall'altra parte, e come dire... non mi piace per niente! Non mi piace e non mi piace. Sembra una risaia, sole strano cielo strano, agosto strano... non siamo più in Italia questo e' certo. Svenire nel buio, e ritrovarsi qui (dove sia questo "qui" ancora non lo so). Campagna, boschi intorno, leggere colline, e coltivazioni di riso. Non un traliccio dell'alta tensione, non un segnale sui cellulari, perfino il segnale gps... niente.
La bella notizia e' che siamo tutti qui, non manca nessuno, cercavamo gli amici scomparsi nello sgabuzzino, e li abbiamo trovati. Siamo a metà, ora dobbiamo portarli indietro, e noi con loro. Mentre faccio questi pensieri, mi giro tutt'intorno alla ricerca di qualcosa... un giro, due, tre... ma niente solo una vertigine, dovuta alle piroette, e tutt'intorno campagna. Solo una strada, in terra battuta quasi gialla, in fondo alla vallata coltivata.
Beh qui non si può restare, il gigante tatuato che ci ha spediti qui, non ha fatto cenno alcuno al motivo, ha solo detto che un modo per tornare c'è.
Ok in marcia, si scende fino alla strada, e li una bella (???) sorpresa: si vedono delle case verso est. Forse i contadini che curano i campi (spero).
Ci avviciniamo in direzione delle case, ed ecco che iniziano a distinguersi anche case più piccole ed un certo movimento. Questo posto e' abitato.
Mentre siamo a circa 2 kilometri dal villaggio, vediamo un piccolo gruppo di uomini a cavallo, che entrano nel villaggio dalla direzione opposta alla nostra. Mentre scendono da cavallo, uno si volta verso di noi, deve averci notato. Senza scendere dal suo destriero, punta verso di noi, si avvicina. Ha una bandiera con se, e quando si avvicina, si distinguono bene degli ideogrammi forse giapponesi e neanche a dirlo, e' vestito come un samurai del X secolo... spade sui fianchi, armatura a scaglie tipica. Guardo Chen, mi accorgo che tutti lo stiamo guardando, anche l'uomo a cavallo, appena arrivato. Si scrutano, poi l'uomo a cavallo parla in direzione di Chen... parla??? Ok facciamo che quei suoni siano parole... Speriamo che la sincerità a volte un po ingenua di Chen non ci ficchi in qualche guaio peggiore di quanto non lo sia già. Non so quanto dovremo restare qui, ma credo che dovremo imparare la lingua, almeno un po.
Fateci l'in bocca al lupo più grosso che potete perche comincio a vederla grigia... mooolto grigia. E mi sa che questa non e' la Cambogia.

Digest # 844

Il buio... i musi gialli....
cribbio la prossima volta che decido di fidarmi di un maori alto 2 metri, vestito di nero, con un cappuccio da boia, che dice di portarmi "dall'altra parte" ... sparatemi, dico sul serio, se non cambio idea sparatemi subito.
In realtà non credo aver mai avuto altra scelta, ma sparatemi lo stesso.
Che sono allergico a preti e chiese, era risaputo, se mi sono tirato fuori da qualche situazione, devo dire grazie a Bettina (la mia Desert Eagle) e il buon Grisù (il mio lanciafiamme). Vedo molto più attiva e reale la parte avversa semmai. Avversa in tutti i sensi, avversa ancora di più che mi costringe a questo odore di incenso, e a queste cattedrali. Gli farò pagare pure questa, prima o poi.
Il tempo a Roma e' sempre stato un problema, ti scivola via fra le dita, con la velocità di un lampo, un giorno perso in giro per la città, senza combinare niente, in attesa che la biblioteca del vaticano ci ospitasse per andare avanti con la nostra ricerca.
I miei colleghi non sono abituati a questa città, poco più grande di un quartiere di New York, ma al tempo stesso intensa almeno 10 volte tanto, e quando dico intensa non parlo della fretta, ma dello spessore. La magia di questa città dai mille risvolti e dalle mille facce li colpisce come pugni in faccia, ed anche a me, che la ho vista miriadi di volte, fa sempre un certo effetto.
Si segue una pista, l'unica, che si ha, la via degli illuminati o come cavolo si chiama, la fabbrica di san pietro e poco altro. Enigmi su enigmi, risolverne uno porta ad un altro ancora più difficile, e' un po come una caccia al tesoro, una caccia al tesoro a ritroso nel tempo con le menti piu eclettiche del 1600 italiano ed europeo. Una sfida per la mente, un gioco di morte. I cadaveri usati come indizi. Poco si riesce a sapere nella biblioteca della fabbrica e della via...
poco scopriamo noi in giro per piazza navona. Poi un colpo di fortuna, uno schizzo particolare attira la mia attenzione, proviamo a capire cosa sia, e ne esce un messaggio sembra gotico inglese, in pieno stile metallaro, con in quattro elementi base classici presi da qualunque libro di alchimia, ma con la particolarità: il disegno e' leggibile quale che sia il verso con cui lo si guarda.
La fontana dei 4 fiumi di piazza navona, ci viene in mente di associare fiumi con acqua, si segue la logica si cercano altre chiese o monumenti della via degli illuminati con gli altri 3 elementi. Un po a tastoni un po a memoria, storia dell'arte, viva i secchioni, ora saprei cosa fare, invece di passare il liceo nascosto negli sgabuzzini con le ragazze... va bhe, pazienza e ingegno, arriviamo a piazza del popolo, altro disegno identico, altra chiesa vicino, e siamo a due. Poi buio, la mente si rifiuta di ragionare, si cammina un po per quel pezzo di tragitto che conosciamo alla ricerca di qualcosa, poi tra il lavoro di meningi e la sfacchinata a piedi per tutto il centro di roma, e l'ora di pranzo che incombe, decidiamo di mangiare qualcosa, eccheccavolo anche gli agenti mangiano. C'era un posto dove mi portava sempre il mio istruttore di poligono, e si mangiava benissimo, in un anfratto dietro piazza barberini. Facciamo per andare ed ecco li, il monumento con il disegno, con questa fanno 3, dato per scontato che l'altra e' San Pietro stessa, le abbiamo trovate tutte e 4. Ma aspetta una attimo, e la chiesa?
Cerchiamo in giro e troviamo dietro una viuzza anche qui la chiesa compagna del monumento. Quncy pensa che dovremmo entrare a dare un occhiata... chiesa chiusa, che bello. Con uno stratagemma riesco a sparare alla porta senza dare troppo nell'occhio, Bettina non mi delude, la porta si apre... (non avevo dubbi)
Appena entriamo invece del solito odore di incenso, carne bruciata, la chiesa molto più buia del previsto, ed un cigolio di catene che dondolano. Seguiamo con lo sguardo il rumore, ORRORE, un uomo che penzola con la testa bruciata e rantola, forse ancora vivo. Mi sbrigo a tirarlo giu cercando con lo sguardo qualcuno o qualcosa che possa averlo ridotto cosi, ma niente a parte noi nessuna altro. Ancora vivo, ma per poco, il poveretto e' stato veramente bruciato a testa in giu sopra un fuoco, si cerca con Quincy di rianimarlo un po, di avere almeno un indizio sull'assassino, ma poche parole e confuse, che sembrano indicare l'uomo nero, oppure solo nero, non si capiva granche per come era ridotto. Ci muore davanti nel giro di un minuto. Un controllo sul corpo e troviamo come indicazione il nome dell'ingegner Peri della fabbrica di SP inoltre un tatuaggio con su scritto fuoco sul collo del cadavere, scritta gotica inglese che si legge indovinate? Sia in un verso che nell'altro...
Appena vediamo sta cosa un dubbio mi assale, anche le altre chiese forse c'era un uomo che stava per essere ucciso. Forse possiamo salvare qualche vita, forse e' tardi ma dobbiamo provare. Ma ecco il piu bello... carabinieri... vagli a spiegare la nostra missione con un cadavere arrostito tra le mani ed una porta divelta a colpi di pistola. Ci provo, ma ninete, provo con la diplomazia, mi faccio perfino saltare la copertura, spiego velocemente il problema ed il dover vedere le altre chiese forse ci stanno commettendo un reato, tiro fuori il distintivo, sento chiamate radio per accertarsi della mia identità, sento dentro di me il fremere del tempo che scorre, la fretta che sale mi avvicino al carabiniere cercando di parlargli mentre mi tiene sotto tiro, do uno sguardo a Chen ed a Quincy, ormai serve un azione di forza, e' inevitabile, mentre parlo vedo che Chen e' abbastanza vicino per tentare, ma qualcosa non va come dovrebbe, il caos non e' nulla a confronto a quel che abbiamo creato. Ormai, per un morto in più cerchiamo almeno di salvare una vita o forse due, non possiamo andare in tutte e due le chiese in tempo, chiamo Voeller e gli chiedo un agente da mandare a Piazza Navona, noi puntiamo a piazza del popolo, con un groppo in gola. Niente da fare, troviamo la tomba dei Chigi e nella cappelletta il cadavere (ormai freddo) di un altra vittima tatuata con la parola terra al solito inglese gotico e leggibile in ambo i versi. Ora di nuovo si corre verso il resto della squadra, alla biblioteca.
Si che di sorprese non mancano anche qui, mentre notiamo un po di trambusto, scopriamo che i nostri compagni sono scomparsi, nel modo piu classico ed assurdo che si sia mai sentito. Sono entrati uno dopo l'altro nello sgabuzzino delle scope, e non sono più usciti. Mentre esamino lo sgabuzzino... alla ricerca di passaggi segreti o simili, apprendiamo che c'è stato anche qui il ritrovamento di un cadavere. Che novità, quattro elementi quattro chiese quattro uccisioni, ora manca da capire come mettere insieme tutto ciò, vicino al cadavere troviamo inserito in un libro un foglietto con scritto aria, ci manca solo l'acqua, il primo indizio hce avevamo trovato, e' nelle mani dell'agente di Voeller. Ora cercare Orange ed il resto del gruppo e' l'obbiettivo. Con il gps localizziamo i loro telefonini, sono sotto di noi. Ora vorrei una trivella e scavare per direttissima in direzione del segnale, ma siamo nel vaticano...
Con difficoltà riusciamo ad immetterci nei sotterranei e si segue verso il segnale... cunicoli stretti e bassi che finiscono in una sorta di stanza con un altare ed un leggio. Esaminiamo la stanza con attenzione prima di decidere cosa fare, i segnali dono li davanti a noi ma dei compangie neanche l'ombra. Decido di andare avanti ed ispezionare la stanza, sul leggio un libro aperto, con delle scritta stranissime ed impronunciabili, e... i cellulari dei nostri amici. Il tempo di realizzare ceh siamo caduti in una trappola ed ecco che alle nostre spalle, dall'unico ingresso alla stanza, dalla porticina dove siamo appena entrati , compare una massiccia figura incappucciata.
Si toglie il cappuccio e si trova davanti al muso tatuato alla maniera dei maori, la mia Desert Eagle, non sembra spaventato neanche un po. E la cosa, devo dire non mi è piaciuta. Dava l'idea di essere un nemico coriaceo, ma era sotto tiro e provo a parlargli prima di sparare. "Sono qui per portarvi dall'altra parte" dice il tipo. Gli faccio un po di domande alle quali evade con cura, ma sa dove sono i nostri compagni "Essi sono dall'altra parte." e adesso che faccio??? Prendo la mira al suo occhio sinistro, la tentazione di sparare e' alta, ma poi??? Che ne sarà del resto della squadra??? Mentre lo tengo sempre sotto tiro, chiedo consiglio alla ciurma Quincy e Chen, c'è da dire che il coraggio non gli manca, io ormai si sa sono incosciente nato, ma per loro deve essere stato difficile scegliere, un cenno di assenso da parte di ognuno di loro guardo il gigante maori e annuisco anche io "Andiamo dall'altra parte!" mormoro... eccolo che allunga una mano davanti a se, e le pagine del libro davanti a me si girano come da sole, mentre un suono risuona ritmico intorno a noi, mi guardo intorno e vedo tutto nero, buio, mi giro a cercare la luce delle torce, buio.

Digest # 843

Italia, missione in italia, non so perche ma non riesco a pensare ad altro che a posti da andare a visitare una volta a Roma, e la missione non mi entra in testa neanche un po. Si scherza in aereo, mi faccio odiare un po da tutti con le mie piccanti prese in giro. Tengo lontani i brividi che mi arrivano quando penso a Lisbona, e tengo lontane anche le paure per la nuova missione, che sembra piu problematica che pericolosa. E francamente preferivo pericolosa. Entrare in vaticano, con tutta la squadra, copertura o no, a cercare non si sa neanche cosa.
Cioe' io so che cerco l'altra pergamena, ma come glielo dico, "mi serve la terza delle pergamene ..." potrebbero non sapere di cosa si tratti ed averla messa nel posto piu sicuro di tutti, in mezzo a milioni di pergamene insulse. Chissa se il culto sa di dover cercare in Vaticano. Chissa se anche stavolta ci hanno preceduto. Bah ora non mi va di pensarci. sono stanco il viaggio e' ancora lungo, tiro giu lo scuro sul finestrino, e mi accuccio sperando che il sonno, almeno stavolta non mi porti gli incubi che dalla missione di Lisbona invece arrivano puntuali.