Digest # 845

Il buio... i musi gialli....
cribbio la prossima volta che decido di fidarmi di un maori alto 2 metri, vestito di nero, con un cappuccio da boia, che dice di portarmi "dall'altra parte" ... sparatemi, dico sul serio, se non cambio idea sparatemi subito.
L'avevo già detto ma lo ripeto, siamo dall'altra parte, e come dire... non mi piace per niente! Non mi piace e non mi piace. Sembra una risaia, sole strano cielo strano, agosto strano... non siamo più in Italia questo e' certo. Svenire nel buio, e ritrovarsi qui (dove sia questo "qui" ancora non lo so). Campagna, boschi intorno, leggere colline, e coltivazioni di riso. Non un traliccio dell'alta tensione, non un segnale sui cellulari, perfino il segnale gps... niente.
La bella notizia e' che siamo tutti qui, non manca nessuno, cercavamo gli amici scomparsi nello sgabuzzino, e li abbiamo trovati. Siamo a metà, ora dobbiamo portarli indietro, e noi con loro. Mentre faccio questi pensieri, mi giro tutt'intorno alla ricerca di qualcosa... un giro, due, tre... ma niente solo una vertigine, dovuta alle piroette, e tutt'intorno campagna. Solo una strada, in terra battuta quasi gialla, in fondo alla vallata coltivata.
Beh qui non si può restare, il gigante tatuato che ci ha spediti qui, non ha fatto cenno alcuno al motivo, ha solo detto che un modo per tornare c'è.
Ok in marcia, si scende fino alla strada, e li una bella (???) sorpresa: si vedono delle case verso est. Forse i contadini che curano i campi (spero).
Ci avviciniamo in direzione delle case, ed ecco che iniziano a distinguersi anche case più piccole ed un certo movimento. Questo posto e' abitato.
Mentre siamo a circa 2 kilometri dal villaggio, vediamo un piccolo gruppo di uomini a cavallo, che entrano nel villaggio dalla direzione opposta alla nostra. Mentre scendono da cavallo, uno si volta verso di noi, deve averci notato. Senza scendere dal suo destriero, punta verso di noi, si avvicina. Ha una bandiera con se, e quando si avvicina, si distinguono bene degli ideogrammi forse giapponesi e neanche a dirlo, e' vestito come un samurai del X secolo... spade sui fianchi, armatura a scaglie tipica. Guardo Chen, mi accorgo che tutti lo stiamo guardando, anche l'uomo a cavallo, appena arrivato. Si scrutano, poi l'uomo a cavallo parla in direzione di Chen... parla??? Ok facciamo che quei suoni siano parole... Speriamo che la sincerità a volte un po ingenua di Chen non ci ficchi in qualche guaio peggiore di quanto non lo sia già. Non so quanto dovremo restare qui, ma credo che dovremo imparare la lingua, almeno un po.
Fateci l'in bocca al lupo più grosso che potete perche comincio a vederla grigia... mooolto grigia. E mi sa che questa non e' la Cambogia.

Digest # 844

Il buio... i musi gialli....
cribbio la prossima volta che decido di fidarmi di un maori alto 2 metri, vestito di nero, con un cappuccio da boia, che dice di portarmi "dall'altra parte" ... sparatemi, dico sul serio, se non cambio idea sparatemi subito.
In realtà non credo aver mai avuto altra scelta, ma sparatemi lo stesso.
Che sono allergico a preti e chiese, era risaputo, se mi sono tirato fuori da qualche situazione, devo dire grazie a Bettina (la mia Desert Eagle) e il buon Grisù (il mio lanciafiamme). Vedo molto più attiva e reale la parte avversa semmai. Avversa in tutti i sensi, avversa ancora di più che mi costringe a questo odore di incenso, e a queste cattedrali. Gli farò pagare pure questa, prima o poi.
Il tempo a Roma e' sempre stato un problema, ti scivola via fra le dita, con la velocità di un lampo, un giorno perso in giro per la città, senza combinare niente, in attesa che la biblioteca del vaticano ci ospitasse per andare avanti con la nostra ricerca.
I miei colleghi non sono abituati a questa città, poco più grande di un quartiere di New York, ma al tempo stesso intensa almeno 10 volte tanto, e quando dico intensa non parlo della fretta, ma dello spessore. La magia di questa città dai mille risvolti e dalle mille facce li colpisce come pugni in faccia, ed anche a me, che la ho vista miriadi di volte, fa sempre un certo effetto.
Si segue una pista, l'unica, che si ha, la via degli illuminati o come cavolo si chiama, la fabbrica di san pietro e poco altro. Enigmi su enigmi, risolverne uno porta ad un altro ancora più difficile, e' un po come una caccia al tesoro, una caccia al tesoro a ritroso nel tempo con le menti piu eclettiche del 1600 italiano ed europeo. Una sfida per la mente, un gioco di morte. I cadaveri usati come indizi. Poco si riesce a sapere nella biblioteca della fabbrica e della via...
poco scopriamo noi in giro per piazza navona. Poi un colpo di fortuna, uno schizzo particolare attira la mia attenzione, proviamo a capire cosa sia, e ne esce un messaggio sembra gotico inglese, in pieno stile metallaro, con in quattro elementi base classici presi da qualunque libro di alchimia, ma con la particolarità: il disegno e' leggibile quale che sia il verso con cui lo si guarda.
La fontana dei 4 fiumi di piazza navona, ci viene in mente di associare fiumi con acqua, si segue la logica si cercano altre chiese o monumenti della via degli illuminati con gli altri 3 elementi. Un po a tastoni un po a memoria, storia dell'arte, viva i secchioni, ora saprei cosa fare, invece di passare il liceo nascosto negli sgabuzzini con le ragazze... va bhe, pazienza e ingegno, arriviamo a piazza del popolo, altro disegno identico, altra chiesa vicino, e siamo a due. Poi buio, la mente si rifiuta di ragionare, si cammina un po per quel pezzo di tragitto che conosciamo alla ricerca di qualcosa, poi tra il lavoro di meningi e la sfacchinata a piedi per tutto il centro di roma, e l'ora di pranzo che incombe, decidiamo di mangiare qualcosa, eccheccavolo anche gli agenti mangiano. C'era un posto dove mi portava sempre il mio istruttore di poligono, e si mangiava benissimo, in un anfratto dietro piazza barberini. Facciamo per andare ed ecco li, il monumento con il disegno, con questa fanno 3, dato per scontato che l'altra e' San Pietro stessa, le abbiamo trovate tutte e 4. Ma aspetta una attimo, e la chiesa?
Cerchiamo in giro e troviamo dietro una viuzza anche qui la chiesa compagna del monumento. Quncy pensa che dovremmo entrare a dare un occhiata... chiesa chiusa, che bello. Con uno stratagemma riesco a sparare alla porta senza dare troppo nell'occhio, Bettina non mi delude, la porta si apre... (non avevo dubbi)
Appena entriamo invece del solito odore di incenso, carne bruciata, la chiesa molto più buia del previsto, ed un cigolio di catene che dondolano. Seguiamo con lo sguardo il rumore, ORRORE, un uomo che penzola con la testa bruciata e rantola, forse ancora vivo. Mi sbrigo a tirarlo giu cercando con lo sguardo qualcuno o qualcosa che possa averlo ridotto cosi, ma niente a parte noi nessuna altro. Ancora vivo, ma per poco, il poveretto e' stato veramente bruciato a testa in giu sopra un fuoco, si cerca con Quincy di rianimarlo un po, di avere almeno un indizio sull'assassino, ma poche parole e confuse, che sembrano indicare l'uomo nero, oppure solo nero, non si capiva granche per come era ridotto. Ci muore davanti nel giro di un minuto. Un controllo sul corpo e troviamo come indicazione il nome dell'ingegner Peri della fabbrica di SP inoltre un tatuaggio con su scritto fuoco sul collo del cadavere, scritta gotica inglese che si legge indovinate? Sia in un verso che nell'altro...
Appena vediamo sta cosa un dubbio mi assale, anche le altre chiese forse c'era un uomo che stava per essere ucciso. Forse possiamo salvare qualche vita, forse e' tardi ma dobbiamo provare. Ma ecco il piu bello... carabinieri... vagli a spiegare la nostra missione con un cadavere arrostito tra le mani ed una porta divelta a colpi di pistola. Ci provo, ma ninete, provo con la diplomazia, mi faccio perfino saltare la copertura, spiego velocemente il problema ed il dover vedere le altre chiese forse ci stanno commettendo un reato, tiro fuori il distintivo, sento chiamate radio per accertarsi della mia identità, sento dentro di me il fremere del tempo che scorre, la fretta che sale mi avvicino al carabiniere cercando di parlargli mentre mi tiene sotto tiro, do uno sguardo a Chen ed a Quincy, ormai serve un azione di forza, e' inevitabile, mentre parlo vedo che Chen e' abbastanza vicino per tentare, ma qualcosa non va come dovrebbe, il caos non e' nulla a confronto a quel che abbiamo creato. Ormai, per un morto in più cerchiamo almeno di salvare una vita o forse due, non possiamo andare in tutte e due le chiese in tempo, chiamo Voeller e gli chiedo un agente da mandare a Piazza Navona, noi puntiamo a piazza del popolo, con un groppo in gola. Niente da fare, troviamo la tomba dei Chigi e nella cappelletta il cadavere (ormai freddo) di un altra vittima tatuata con la parola terra al solito inglese gotico e leggibile in ambo i versi. Ora di nuovo si corre verso il resto della squadra, alla biblioteca.
Si che di sorprese non mancano anche qui, mentre notiamo un po di trambusto, scopriamo che i nostri compagni sono scomparsi, nel modo piu classico ed assurdo che si sia mai sentito. Sono entrati uno dopo l'altro nello sgabuzzino delle scope, e non sono più usciti. Mentre esamino lo sgabuzzino... alla ricerca di passaggi segreti o simili, apprendiamo che c'è stato anche qui il ritrovamento di un cadavere. Che novità, quattro elementi quattro chiese quattro uccisioni, ora manca da capire come mettere insieme tutto ciò, vicino al cadavere troviamo inserito in un libro un foglietto con scritto aria, ci manca solo l'acqua, il primo indizio hce avevamo trovato, e' nelle mani dell'agente di Voeller. Ora cercare Orange ed il resto del gruppo e' l'obbiettivo. Con il gps localizziamo i loro telefonini, sono sotto di noi. Ora vorrei una trivella e scavare per direttissima in direzione del segnale, ma siamo nel vaticano...
Con difficoltà riusciamo ad immetterci nei sotterranei e si segue verso il segnale... cunicoli stretti e bassi che finiscono in una sorta di stanza con un altare ed un leggio. Esaminiamo la stanza con attenzione prima di decidere cosa fare, i segnali dono li davanti a noi ma dei compangie neanche l'ombra. Decido di andare avanti ed ispezionare la stanza, sul leggio un libro aperto, con delle scritta stranissime ed impronunciabili, e... i cellulari dei nostri amici. Il tempo di realizzare ceh siamo caduti in una trappola ed ecco che alle nostre spalle, dall'unico ingresso alla stanza, dalla porticina dove siamo appena entrati , compare una massiccia figura incappucciata.
Si toglie il cappuccio e si trova davanti al muso tatuato alla maniera dei maori, la mia Desert Eagle, non sembra spaventato neanche un po. E la cosa, devo dire non mi è piaciuta. Dava l'idea di essere un nemico coriaceo, ma era sotto tiro e provo a parlargli prima di sparare. "Sono qui per portarvi dall'altra parte" dice il tipo. Gli faccio un po di domande alle quali evade con cura, ma sa dove sono i nostri compagni "Essi sono dall'altra parte." e adesso che faccio??? Prendo la mira al suo occhio sinistro, la tentazione di sparare e' alta, ma poi??? Che ne sarà del resto della squadra??? Mentre lo tengo sempre sotto tiro, chiedo consiglio alla ciurma Quincy e Chen, c'è da dire che il coraggio non gli manca, io ormai si sa sono incosciente nato, ma per loro deve essere stato difficile scegliere, un cenno di assenso da parte di ognuno di loro guardo il gigante maori e annuisco anche io "Andiamo dall'altra parte!" mormoro... eccolo che allunga una mano davanti a se, e le pagine del libro davanti a me si girano come da sole, mentre un suono risuona ritmico intorno a noi, mi guardo intorno e vedo tutto nero, buio, mi giro a cercare la luce delle torce, buio.

Digest # 843

Italia, missione in italia, non so perche ma non riesco a pensare ad altro che a posti da andare a visitare una volta a Roma, e la missione non mi entra in testa neanche un po. Si scherza in aereo, mi faccio odiare un po da tutti con le mie piccanti prese in giro. Tengo lontani i brividi che mi arrivano quando penso a Lisbona, e tengo lontane anche le paure per la nuova missione, che sembra piu problematica che pericolosa. E francamente preferivo pericolosa. Entrare in vaticano, con tutta la squadra, copertura o no, a cercare non si sa neanche cosa.
Cioe' io so che cerco l'altra pergamena, ma come glielo dico, "mi serve la terza delle pergamene ..." potrebbero non sapere di cosa si tratti ed averla messa nel posto piu sicuro di tutti, in mezzo a milioni di pergamene insulse. Chissa se il culto sa di dover cercare in Vaticano. Chissa se anche stavolta ci hanno preceduto. Bah ora non mi va di pensarci. sono stanco il viaggio e' ancora lungo, tiro giu lo scuro sul finestrino, e mi accuccio sperando che il sonno, almeno stavolta non mi porti gli incubi che dalla missione di Lisbona invece arrivano puntuali.

Digest # 838

Tra un dente rotto e le mille carcasse intorno, indistinguibili ormai quelle dei frati finti da quelli veri dai cultisti, la bestia.... continua a ronzarmi intorno sta bestia mentre corriamo qui e li nel corridoio saltando tra i cadaveri. La bestia... e mentre corro gli spari mi fanno stare attento a quel che succede, i miei compagni, provati, e molto anche solo da quel che si riesce a vedere, provati dalle difficoltà, dalle cose insensate, sono qui che fanno quello che possono...
la bestia... mi chiedo cosa abbiano mai fatto gli uomini per dover condividere questo mondo con cose cosi insensate, insensate ma terribili e potenti,
mentre corro sento i rumori piu vicini, ora riesco a sentire il suono (la vita che fugge) della dgente che muore, mentre corro verso i suoni, le grida di dolore, vedo che i morti sono tutti della stessa parte... la bestia, torna prepotente quel pensiero, la bestia e' il nemico loro e (nostro?) e la bestia li sta distruggendo, saranno almeno un centianio i morti che abbiamo dovuto scavalcare.
Ora si sentono le voci, gli ultimi soldati dei cultisti che parlano e si accordano su come fare per... morire. Morti tentando di combattere qualcosa... la bestia, silenziosa come la neve ma letale come l'ebola. Sento altre voci mentre mi avvicino vedo fiammate di spari e sento, un click, tempo di realizzare che e' la sicura di una granata, ecco che la vedo volteggiare verso di noi preceduta da un ombra... la bestia, il pensiero ritorna, come un lezuolo nero trasparente vola sulle nostre teste, ed il freddo ci paralizza, poi la realta, la granata che si avvicina, la vedo come a rallentatore, salto cerco di prenderla, fallisco miseramente scivolando sul sangue che qualche cadavere ha lasciato qui a terra, la fine, mi giro sneza il tempo di parlare, spero che gli altri abbiano capito, vedo Orange pronta come sempre che balza e ShotOne, che balza, si urtano e ostacolano a vicenda, la sfiorano ma la granata passa, Xiao, cavolo ricordatemi di prendere lezioni di kung-fu sembra volare mentre si avvicina alla granata e manca la presa, una volta, due volte, la terza la prende appena con 2 dita, quel che basta per rispedirla sui ceffi che l'avevano tirata alla bestia ma che ora si avvicinavano per finirci. Nexus 1 cultisti 0. Quasi morivo col cuore esploso dalla paura, invece sono qui, tiro finalmente il fiato. Come tutti gli altri, ma non c'e' tempo si fugge, di nuovo tutto in corsa, per non restare sotto i crolli imminenti del soffitto e delle pareti, a seguito dell'esplosione. Di nuovo in corsa, dietro un valanga di macerie, davanti... davanti la bestia. Ma chi pensa, il tempo del pensiero, e sei morto, devi correre, i pensieri dopo, cosi uno ad uno tutti ci ritroviamo al sicuro dal crollo con un corridoio buio ed ora silenzioso davanti. Qualcosa nell'ombra che forse vuole le nostre teste, una cosa che ha sterminato non so quanti uomini neanche 5 minuti fa. Per un attimo mi vedo a mangiare una grigliata davanti all'oceano nella terrazza di un locale di Lisbona che conosco sulla riva del Teso, mentre il Fado vibra nell'aria... un attimo dopo sento la voce di Orange che mi riporta a questa orribile realta, la tentazione di fuggire ora e' ... svanita. Vedo la squadra... qui a fianco a me, siamo i Nexus,e quell'insana incoscenza che mi ha permesso di affrontare tanti pericoli, si impadronisce di me, la pergamena, la missione, prendo coraggio dallo stare uniti, lancio due sguardi a destra e sinistra e mi faccio seguire con cautela, mentre cerchiamo di tornare giu. Verso l'uscita.nel silenzio dei nostri passi lenti, i corridoi sembrano immensi, non finiscono mai, ma eccoci siamo alla prima svolta, e si inizia a sentire un certo ronzio... ma certo e' il corridoio dove abbiamo visto prima quello strano alambicco a motore, che sembrava la macchina del ghiaccio di ritorno al futuro... 5 passi ed il ronzio e' piu forte e la cosa non mi piace, un macchinario che per quel che ne so potrebbe essere una bomba, la bestia in giro che potrebbe essere nascosta nella nostra ombra, e questo dannato corridoio da attraversare... poca la scelta, si avanza piano piano piano di paso in passo, se prima eravamo lenti ora lo siamo di piu, il ronzio sembra aumentare di intensita e con uno strano ritmo che ricorda un coro di suore di clausura... Un passo un altro, la porta semi aperta, un passo, un altro ci avviciniamo e cerco di vedere dentro la stanza. Dapprima nulla poi, pia npiano allargo la visuale nulla, poi un lamento inumano, la bestia, mi si ferma il respiro ed ho la sensazione anche il cuore, quando sgrano le pupille vedo semitrasparente una figura scura distesa a terra che cerca di raggiungere la macchina del ghiaccio. Eccolo li di nuovo, avete presente quegli attimi di imbarazzo in cui sapete cosa dovete fare ma vi sembra sbagliato ed esitate...
maledetto istinto.
Sono qui, la besti che puo sterminare la nostra squadra con uno sguardo a terra morente, e non riesco a dargli il colpo di grazia...
la macchina la sta paralizzando, e' la nostra occasione forse l'unica, eppure ...
Nicodemus ci ha avvisato di quanto sia terribile quella cosa, mi guardo indietro, incrocio lo sguardo di Orange che nel mentre mi ha affiancato e sta vedendo quello che vedo io, annuisce come a confermare i miei timori. Guardo tutta la squadra, la mia incoscienza sta per portarseli tutti all'inferno, me per primo, mi giro e disattivo il congegno. Il ronzia cessa di botto, mi giro verso l'ombra per tenerla sotto controllo ma non c'e' piu, una voce da dietro di me...
una voce che mi ha fatto quasi diventare pazzo, tanto e' potente ed aliena allo stesso tempo. Ringrazia, la voce, tutti noi, e pian piano o io mi abituo al quel tono di voce o la voce pian piano torna piu umana, la voce che sembra uscire da quel corpo antropomorfo che via via diventa sempre meno trasparente e piu... come dire, normale. La bestia ora la guardo sembra un uomo, sembra, e la sua voce molto distinta educata, come parlare con il maggiordomo della casa reale d'Inghilterra. Ci premia, la bestia, sa perche siamo qui, sa del culto, sa di noi, sa del collezionista di ossa, sa... e chissa cos'altro sa. Quel che conta e' che ci mette in condizioni di avere la pergamena. Vi diro, non potete capire la gioia mentre mi allontanavo da quelle mura, dalla bestia e dal suo nemico Nicodemus... chissa quali altri nemici o amici, ho lasciato a Lisbona questa volta. Si torna, oggi almeno la squadra torna completa 0-Killed.
Voeller avra una scusa in meno per sgridarmi stavolta, fottuto burocrate.
Butto un attimo gli occhi giu dal finestrino dell'aereo, Lisbona in notturna dall'alto e' molto bella, la riva dell'oceano, guardo a fianco a me tutti gli altri, provati enormemente, Costantinos che cerca nella sua fede sostegno, per non vacillare nella pazzia, Chen che sembra un tranquillo sacerdote, invece ha attimi di estrema freddezza e coraggio, ma ora e' tutto un tremare, il giornalista beh lui e' una specie di psicopatico come me, l'incoscenza ci protegge a volte dal diventare folli, finoa quando non finira per farci uccidere almeno, Quincy che si rifugia nella sua logica spietata da scienziato e scruta sul portatile cercando una qualsiasi cosa che possa spiegare, come i due esseri possano vivere dopo oltre 2000 anni e Orange, che ora, dopo aver dato coraggio a tutti, dopo essere stata fin ora il senno di tutti noi, ora, mi lancia continuamente occhiate, come a cercare un sostegno, un senso di protezione. Cerco di darglielo, se lo merita. Non mi sembra di riuscirci bene. Mentre si gira delusa, mi sembra come di sentire le voci che udii quella notte nelle celle del quartier generale... uomini (forse ex colleghi) che quando vedevano arrivare qualcuno gridavano, 'Moriremo tutti'

Digest # 837

Smhith, non bastava Voeller, non bastavano i rischi corsi nell'ultima missione...
Eccoci qui, alla resa dei conti, abbiamo a che fare con cose che possono incenerirti in un battito di ciglia, cose la cui comprensione e' assai piu rischiosa dell'affrontarle direttamente... in questo genere di confronti, un uomo e' messo di fronte alla propria fragilita' fisica e mentale come un moscerino sotto una valanga. Mi sento gia miracolato per essere uscito vivo dall'inferno della Fondazione... non conta l'aver salvato SparaTutto e SensorMan, in condizioni che ... Diavolo, me l'avessero chiesto anche solo 10 minuti prima di uscire di li, avrei giurato che quella cantina sotto la fondazione sarebbe stata l'ultima cosa che avrei visto, ed invece... niente per quanto sia, qualunque cosa fai e' sempre troppo poco, troppo sbagliata, troppo...
Fortuna per loro che amo il mio lavoro e non mi faccio prendere dalle loro parole... e sono gia proiettato per la nuova missione.
Lisbona, bella citta', ci sono stato altre 6 volte in missione. Troppo per essermi indifferente, e troppo perche io sia indifferente alla citta'. Ho conosciuto li amici carissimi, ma gira anche qualche nemico che non sono riuscito a seppellire (e questo puo essere un problema). Adoro Lisbona, specie in questo periodo dell'anno. Ma questa che sembra una gita fuori porta, ha tutta l'aria di uno dei guai piu grossi in cui mi abbia ficcato Voeller. Collegata alla storia del Pugnale ... brrrrh il solo pensare a quel pezzo di pietra mi fa accapponare la pelle.
Le tracce che non abbiamo piu seguito all'epoca, hanno seguito noi, ed oggi ci hanno raggiunto.
Ci hanno diviso in due squadre, aerei distinti, di linea... non capisco bene queste disposizioni, problemi su problemi per equipaggiamento e non solo. Prudenza? O forse altre cose? A volte ho la sensazione che dovrei indagare, ed a fondo, sui miei capi... me ne lasciassero il tempo.


Io, Quincy sto imparando ad apprezzarlo, dopotutto e' un sopravvisuto dell'inferno, piu coriaceo di quel che pensavo, e Nicholas la seconda squadra, mentre la cara Vaugn (vabbhe che abbiamo tutti nomi finti ma ... complicata come tutte le donne - umpf) i due nuovi tizi (due preti, no dico cavolo ok che andiamo in convento, ma dai, due preti uno piu ingestibile dell'altro, li hanno pure scelti tra 830.000, la prox volta mi daranno un vecchio testardo di 115 anni... mah, avremo modo di misurare presto il loro gioco di squadra) e Jhon-ShotTime, la seconda squadra.

Ci ritroviamo al Monastero dei Cappuccini di Padre Crhistobal. Dicevo che amo Lisbona?
Beh scordatevela. Qui non c'e' niente dell'allegria Portoghese famosa in tutto il mondo. Qui c'e' solo un ammasso di pietre vecchie non so quanto con dentro libri e frati. Ed un atmosfera che non mi piace per niente, mi aggiro per questi posti che dovrebbero essere di pace, ed una sensazione di oppressione mi sovrasta, come una morsa che ti attanaglia stomaco e milza, e non intende mollare. Missione di copertura, le peggiori, come fai ad andare in giro armato di penna (ci fingiamo giornalisti e studiosi) in un posto dove se, come temo, arrivano i ragazzotti che ci hanno fatto a strisce nei sotterranei marini, che facciamo? Gli firmiamo gli autografi sulle zanne?
Trafughiamo tutto l'armamentario che possiamo, cercando di non dare nell'occhio, ed anche se ci fanno entrare, ho la sensazione che nessuno dei frati abbia creduto minimamente alla nostra copertura. Tanto piu che noi non siamo nemmeno la cosa piu strana che gli stia capitando in questi giorni. Arriviamo, ed un ondata di "barbaria" ci precede, novizi che scompaiono, danni ai preziosi manoscritti conservati in questo monastero che funge da biblioteca per il Vaticano.
A giudicare da quanto e' lontano da Roma, si direbbe che e' la biblioteca delle cose scomode, che non si possono buttare, ma che vanno un po, come dire perlomeno nascoste. Come l'immondizia nascosta sotto ai tappeti.

Come nel piu degno dei film sul genere, cunicoli e corridoi labirintici si succedono, mentre giriamo per il sito alla ricerca del padre bibliotecario Quan Pedro, indispensabile per la missione: Recuperare almeno una delle due pergamene che il culto non e' ancora riuscito a avere. L'altra e' a Roma, custodita dal Santo Padre ... ( e la cosa mi puzza, la chiesa che nega l'esistenza delle "cose" che mi trovo a combattere e poi si tiene in tasca il pezzo finale per l'evocazione... mah speriamo bene).
Niente e come sembra, passi furtivi che avanzano verso l'ultima delle tre Torri, sono l'inizio dell'incubo. Facciamo per seguire il suono di quei passi, ed ecco che tutto diventa dubbio, tutto si mischia, le leggende inerenti all'ala murata del monastero, le scale in antica pietra, con l'araldo dei gloriosi templari fuso con quello del Re di Francia. Re che decreto la fine Dell'ordine dei cavalieri. come se non bastasse... "lui" che da una botola aperta per puro caso mentre si ispezionava lo stemma, lui che da 1900 anni attende... il vederlo e l'ascoltarlo, ci terrorizza e danneggia dall'interno, eppure egli non si dichiara nostro nemico, ma al contempo ci chiede un favore.

Ora prendiamo anche ordini da un mucchio di fumo nero che parla, diventerò presto pazzo, di questo passo. "La bestia", cosi' la chiama lui, si mischia tra i novizi o i frati, affamata e combattiva. E' lei in possesso della pergamena che ci occorre. E potra essere sconfitta solo dalla fede. Il frate di nebbia scura, sapeva molte cose, cavolo in 1900 anni ne sa si di cose, eppure se le 'e tenute strette. Inutile dire la mia frase Cult: Non mi piace per niente. Inutile si, come sottolineare l'ovvio. E poi come da copione dei peggiori b-movie, parla per indovinelli. Una cosa la ha detta giusta, non fidatevi delle prime apparenze. Ed eccoci qua a fare congetture su Quan Pedro, Padre Christobal quello che comanda la baracca, Padre Francisco, la nostra "guida" non so cosa ha combinato per essersi fatto sbattere qui dal vaticano, ma giuro, qua dentro on c'e' un frate che mi faccia un buona impressione, lo credo che c'e' l'abbandono della religione.
Bon andiamo a menare le mani anche oggi, se sopravvivo, tornerò a scrivere gli sviluppi della missione. Intanto fatemi l'imbocca al lupo che ho appena preso uno schiaffone sui denti, ed e' un miracolo che ancora riesca a prendere la mira e sparare....

Una strana biblioteca

E' passato un mese dall'ultima missione, purtroppo due validi agenti della squadra speciale Nexus non sono più vivi, l'ultima missione con un serial killer soprannominato "il chirurgo" non ha avuto l'esito sperato.
L'agente speciale Orange e l'agente speciale Blue sono chiamati dall'Agenzia nella sede centrale di New York dal capo v. direttore Hugo Voeller, per ricevere una bella ramanzina a causa degli ultimi fatti avvenuti, due agenti il dottor Martin George anatomopatologo e il professor Langley cattedratico di lingue antiche alla Columbia University sono rimasti uccisi nell'incendio della villa del "chirurgo" in riverside street 145.
Anche l'agente Jonathan Price ha avuto dei problemini di testa, ha speso tutta la sua licenza dal servizio in cure psichiatriche e del sonno.
La sfuriata è breve ma intensa, presenti ci sono anche il capo dipartimento della C.I.A. John Smith e due nuovi agenti, reclutati dalla Nexus tra decine di migliaia di potenziali candidati, il sacerdote ortodosso Kostantinos Teodorakis esimio teologo nonchè uno dei più potenti esorcisti della cristianità, e il monaco taoista Chen Quixan esperto di esoterismo e arti marziali.

Il chirurgo

Trovare un serial killer di fine 800 ancora circolante per le nostre strade... qualcuno che sembra essere vivo da piu di 100 anni, ed ancora in attività (criminale per lo piu, ma anche scientifica).
Questa la missione della Squadra Speciale Nexus, attivata dal ritrovamento nei sotterranei di una villa distrutta in un incendio nel 1911, di celle dove bambini, probabilemente provenienti da un vicino orfanotrofio, venivano orribilmente mutilati, poi murati ancora vivi, fino alla inevitabile fine.
Pochi gli indizi su cui lavorare, perlopiu distrutti dal tempo, dall'incendio e dall'incuria ma soprattutto, temiamo, dall'abile mano del criminale.
Indagini approfondite, ci portano ad una parziale ricostruzione dei fatti, ed ad altre, molto piu inquietanti domande: Puo essere che il killer sia ancora vivo?
Io Agente Speciale Blu sono stato chiamato dal collega Agente Speciale Orange, ad indagare sul caso. Data la difficolta' del caso e la scarsita' di piste, ci siamo rivolti ad un collaboratore con cui abbiamo gia lavorato in passato, il giornalista freelancer, utile in piu occasione per le sue conoscenze ma soprattuto per un temuto senso che definirei "esoterico", dannatamente utile nelle faccende che ci troviamo ad affrontare, non e' molto affidabile ma avendo gia lavorato con noi al caso del Pugnale di Pietra, lo conosciamo, ha sempre bisogno di un po di soldi per tirarsi fuori dai guai. Altro aiuto richiesto e' stato quello del Doc. Johnathan Langley, esperto di religioni e lingue scomparse, anche con lui abbiamo gia lavorato al caso del Pugnale di Pietra. Sul sito delle indagini abbiamo conosciuto un valente medico patogolo, Antony Quincy, al quale abbiamo chiesto collaborazione, non sappiamo molto di lui all'infuori delle sue capacita specialistiche, ma abbiamo bisogno del suo genio, il resto poi si vedra'. Nel caso fosse richiesto l'uso delle armi, abbiamo richiamato anche "Jena" Price il detective della squadra omicidi del NYDP, abile e roccioso, adoro la sua diffidenza verso tutto quello che si muove. Parla meglio quando l'interlocutore e' steso a terra e non respira più, costa più in munizioni che di indennita' di missione, insomma è uno sporco lavoro, ma è la cosa che sa fare meglio.
Di sua iniziativa, ed io credo anche per una certa diffidenza verso di noi, il Doc. Quincy, ha contattato il medico patologo Martin George che ha lavorato con noi sempre nel caso del Pugnale di Pietra, era con me quando abbiamo ritrovato Bocadorada a New Orleans, pare che verra' anche lui, temo che ce l'abbia ancora con me per quell'equivoco del suo pc, gente cosi non dimentica un foro calibro 45 sull'hard-disk. Dicono che a volte si sogna di fare la mia autopsia, e la cosa non mi piace affatto.

Il Pugnale di Pietra

Dopo il ritrovamento di un oggetto che sembra avere 2 milioni di anni e non sembra forgiato, ma nato cosi dalla pietra, che emana forti poteri debilitanti per le menti... La squadra Nexus e' stata invitata a scoprire tutto il possibile.